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BANDA STAGNATA

Negli imballaggi in acciaio sono compresi la banda stagnata, la banda cromata, la banda nera o lamierino. La banda stagnata - universalmente nota come latta - � un foglio di acciaio ricoperto su entrambi i lati da un sottile strato di stagno, di spessore variabile. Lo strato superficiale di stagno rappresenta un’efficace barriera all’ossidazione e alla corrosione del materiale. I suoi impieghi nel mondo dell’imballaggio sono innumerevoli: dalle conserve alimentari al tabacco, dal t� al caff�, dai biscotti ai cosmetici. La banda cromata � un materiale alternativo alla stagnata, dalla quale si differenzia per la diversa copertura dell’acciaio con cromo e ossidi di cromo. Dal punto di vista economico � meno costosa ma non consente una perfetta saldatura come la banda stagnata. Per questo motivo � impiegata soprattutto nella produzione di fondi e coperchi di tappi corona. Il lamierino � un foglio d’acciaio laminato a freddo, senza rivestimenti di altri materiali, con buone doti di resistenza all’ossidazione e alle sollecitazioni meccaniche; pu� essere trattato con ogni tipo di vernice o rivestimento. � il materiale ideale per la fabbricazione dei fusti a utilizzo industriale.

Note storiche

Fino a circa 30 anni fa alcune ferriere producevano banda stagnata ad immersione (Oggi per processo di elettrolisi), la cui caratteristica era quella di presentare un prodotto con notevoli quantit� di stagno in superficie ed una caratteristica finitura a “spiga di grano� a causa di uno spazzolamento finale. Ad ogni modo, la formazione della prima latta � stata introdotta nel 1321 da abili artigiani che avevano intuito la possibilit� di ottenere contenitori con la robustezza del ferro e la resistenza alla corrosione dello stagno. Nel 1783 Il francese Nicolas Appert mette a punto, su base empirica, un metodo di sterilizzazione e conservazione sotto vuoto degli alimenti � detto appertizzazione che consiste nella chiusura ermetica di contenitori in vetro, sottoposti poi a bollitura prolungata. Nel 1810 vince con questa scoperta un premio di 12.000 franchi messo in palio da Napoleone Bonaparte e destinato a chi avesse trovato un sistema per conservare a lungo i cibi, allo scopo di meglio rifornire le sue armate. Nelle stesso anno, in Inghilterra, Peter Durand brevetta lo stesso metodo, sostituendo al vetro la lattina in banda stagnata; le lattine sono fatte a mano, piegando la banda stagnata e saldando i fondi. Nel 1811 Rilevato il brevetto di Durand, gli inglesi Brian Donkin e John Hall brevettano il metodo dell’appertizzazione e danno il via, a Bermondsey, alla produzione su scala industriale di alimenti conservati in lattina. Diventano fornitori dell’Esercito e della Marina inglese; una lattina proveniente dalla fornitura fatta ad un certo capitano Parry sembra sia stata ritrovata intatta 114 anni dopo, e il contenuto giudicato in ottimo stato di conservazione.

Nel 1830 i primi cibi «in scatola�, molto costosi, fanno la loro comparsa nei negozi inglesi. nel 1847 un americano, Allen Taylor, brevetta una macchina per produrre le lattine in banda stagnata nel 1886 CharlesHenry Evans inventa un’attrezzatura in grado di produrre una lattina con un’unica operazione; la produzione � cos� in grado di aumentare da 6 a 60 pezzi all’ora . nel 1856 il piemontese Francesco Cirio, allora ventenne, apre a Torino la prima fabbrica italiana di conserve alimentari. Studiando le basi scientifiche dell’appertizzazione (Appert non aveva alcuna nozione di vuoto ne� di microbi) mette a punto il «metodo Cirio�, presentato con successo alla Grande Esposizione di Parigi del 1867. Nel 1890 Luigi Origoni � il primo a fabbricare in Italia le «scatolette� di latta. Nel 1935 a Richmond, in Virginia (USA), appare la prima lattina per birra nella forma attuale, ma costituita da tre pezzi; si diffonder� solo a partire dagli anni �50. Queste caratteristiche ancora oggi e forse pi� di prima, nonostante la presenza di altri prodotti per l’imballaggio alimentare, rendono la banda stagnata un materiale molto utilizzato per contenere e trasportare alimenti e finanche per realizzare piccoli oggetti di uso quotidiano.

Norme tecniche

Le norme di riferimento sono le UNI EN 10202:2004 che revisiona la UNI EN 10202: 1992 e sostituisce la UNI EN 10203 : 1993. Non vengono riprodotte a causa del copyright che ne impedisce la diffusione.